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Racconto

Anna in Barriera

location_onBarriera di Milano, Torino, Piemonte, Italia
personCreata da Labs Firstlife
Tipo di racconto:Storia di prossimità
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Tipo di racconto:Storia di prossimità
Anna in Barriera
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Info

Anna vive in Barriera di Milano ed è sempre in giro. Scende di casa per buttare la spazzatura e, con la scusa, passa al circolo per fare due chiacchiere e dirci dove è diretta o cosa ha fatto durante la giornata. Di solito va in parrocchia a fare qualche attività con i bambini che la frequentano, rimane per la messa e ogni tanto vorrebbe andare al cimitero ma non trova mai nessuno che possa accompagnarla, di prendere il bus non ne vuole sapere e allora torna a casa.

Da quando ho iniziato a svolgere il servizio civile qui, al Circolo Risorgimento, come volontaria dell’associazione Casseta Popular, l’ho sempre vista indossare una felpa e una gonna blu, i collant scuri e le scarpe da ginnastica bianche che d’inverno si abbinano alla giacca, anch’essa bianca. L’abbinamento è sempre quello, con la differenza che quando fa freddo Anna si tira su il cappuccio della felpa e quando fa caldo la giacca bianca sparisce.

La prima volta che l’ho vista, l’ho vista attraverso una foto. Una bella foto, molto particolare: Anna guarda l’obbiettivo in modo deciso e, in modo altrettanto deciso, fa le corna con una mano e la rivolge al fotografo, come se questo le avesse detto qualcosa che evidentemente non doveva dire e lei si è subito difesa. Questa è stata la mia prima impressione di Anna.

Quando viene al circolo, trova sempre qualcuno con cui parlare o a cui mostrare i suoi disegni. È molto fiera della sua arte e le piace far vedere le sue creazioni a chiunque. Porta sempre con sé un quaderno pieno di poesie e cornicette e, nel caso qualcuno si mostri particolarmente interessato, Anna fa presto ad andare a casa, prendere i suoi disegni più belli e tornare al circolo per continuare la sua mostra. Racconta sempre di quando, da ragazzina, ha partecipato a un concorso di ritratti organizzato dall’azienda per cui lavorava suo padre e di come fosse contenta di averlo vinto. Se ne vanta ancora adesso e anche parecchio.

Ripete spesso le stesse storie, spesso anche alle stesse persone: lo fa con lo staff del circolo e ci prova anche con i signori e le signore che ogni giorno vengono a giocare a carte, ma ottenendo scarsi risultati poiché presto loro tornano alle loro partite.

Anna ora è sola ma ha sempre vissuto con la sua famiglia, in particolare con i suoi due fratelli: un fratello maggiore e un fratello gemello. Anna dice sempre di essere molto affezionata a suo fratello gemello ma di non essere mai andata troppo d’accordo con il fratello maggiore.

Sono tutte cose che Anna mi ha raccontato nel corso di alcuni pomeriggi tranquilli al circolo, mentre io facevo cose all’uncinetto o registravo tessere. Solitamente lei arriva e si siede al tavolo con me, mi chiede cosa faccio e come lo faccio e poi inizia a lamentarsi di qualcosa. Ultimamente si è fatta male a una caviglia quindi si lamenta del dolore e del fatto che non riesce a capire come sia potuto succedere. Nonostante la caviglia gonfia e dolorante, lei continua a uscire perché non le piace stare da sola. Tra una lamentela e l’altra mi dice che come lavoro all’uncinetto io non va bene e che dovrei fare le cose in modo diverso. Di recente sto lavorando a delle spille a forma di

papavero e Anna odia assolutamente il modo in cui ho attaccato le spille al fiore, per cui passa i pomeriggi a rimproverarmi per come le assemblo. Una volta finita la ramanzina per me, cerca qualcos’altro da criticare oppure mi parla della sua famiglia. Il fratello gemello era la persona con cui andava d’accordo più di tutti, erano sempre insieme. Ora Anna è preoccupata perché il suo gemello è costretto a passare il suo tempo insieme al loro fratello maggiore e secondo lei non va bene per niente perché i due non si sopportano. Non è raro sentirle dire che vorrebbe raggiungere i fratelli soltanto perché non vuole che il gemello si senta a disagio senza di lei. Poi tira un sospiro e mi chiede di portarle il tiramisù, che le piace tanto.

Non è sempre facile comunicare con Anna, ha un carattere decisamente singolare e non le piace essere contraddetta. Ma quelle rare volte in cui si riesce a parlare serenamente con lei è facile capire che ha bisogno di compagnia.

Il gelato preferito di Anna è il concertino all’amarena e solitamente lo mangia seduta al tavolo, mentre osserva cosa accade all’interno del circolo ed esprime la sua opinione su ciò che la circonda. Per esempio, non è troppo soddisfatta della disposizione delle foto con cui abbiamo decorato una parte del bancone e vorrebbe spostarle. Ricordo l’impegno e la pazienza con cui, un pomeriggio, io e altri colleghi abbiamo scelto le foto da esporre, tra centinaia, e la cura con cui le abbiamo attaccate al bancone. Niente, tutto inutile. Secondo Anna non va bene come sono messe. E pensare che tra queste immagini, due ritraggono proprio lei. Un’altra cosa di cui Anna non è particolarmente sicura è il modo con cui sono stati fatti alcuni papaveri: una volontaria li ha creati all’uncinetto e li ha regalati al circolo, ma Anna è convinta che lei avrebbe potuto farli meglio.

Finito di mangiare il ricoperto all’amarena Anna si alza, saluta e torna a casa, probabilmente a cercare qualcosa da portarci il giorno dopo.

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