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Racconto

Rosa

location_onVia Ettore Perrone, 10122 Torino TO, Italia
personCreata da Labs Firstlife
Tipo di racconto:Storia di prossimità
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Tipo di racconto:Storia di prossimità

Info

Nel 2023, nel quartiere di Barriera di Milano, una parte delle attività mensili delle ACLI Città Metropolitana di Torino APS era dedicata alla distribuzione alimentare. Nel punto arrivavano persone con situazioni molto diverse tra loro. Si distribuivano beni di prima necessità, ma insieme alle borse della spesa emergevano anche difficoltà economiche, problemi di salute e situazioni familiari complesse che spesso venivano raccontate poco alla volta.

Tra le persone che partecipavano con continuità c’era Rosa. Una signora anziana, sempre molto gentile. Salutava le operatrici e i volontari chiedendo come stessero, ringraziava per quello che riceveva e prendeva ciò che c’era senza fare richieste particolari. Aveva un sorriso accennato, quasi trattenuto, e parlava poco della propria vita.

Come avveniva periodicamente per tutte le persone seguite dal servizio, anche con lei veniva svolto un colloquio di aggiornamento. Durante uno di questi incontri ha raccontato il motivo per cui non riusciva più a sorridere apertamente. Stava perdendo i denti e non aveva le possibilità economiche per curarsi. Diceva di provare vergogna a parlare e a mostrarsi agli altri. Mentre raccontava la situazione si copriva spesso la bocca con una mano. 

Le operatrici hanno iniziato a cercare una soluzione concreta, contattando enti e cercando studi dentistici che potessero offrirle cure gratuite. Dopo diversi tentativi è stata trovata una realtà che svolgeva questo servizio. Quando le è stato comunicato, Rosa ha detto di sentirsi sollevata. Per la prima volta ha lasciato intravedere la possibilità che qualcosa potesse migliorare.

Con il passare dei colloqui, però, è emersa una situazione più ampia. Oltre ai problemi di salute, viveva una forte difficoltà economica legata a debiti accumulati negli anni. Faticava a pagare le bollette e l’affitto e raccontava di vivere con una preoccupazione costante. Parlava spesso della paura di non riuscire a sostenere le spese del mese successivo e del timore di perdere la casa. I debiti occupavano gran parte delle sue giornate. Diceva che ogni pagamento diventava una scelta tra bisogni diversi: saldare una bolletta, comprare medicinali, fare la spesa o mettere da parte qualcosa per le cure. Anche quando arrivava alla distribuzione alimentare, il pensiero dei debiti restava presente. A volte si presentava con le bollette piegate dentro una borsa e chiedeva aiuto nel pagamento. Spesso raccontava di passare le notti senza dormire, facendo calcoli continui su quanto mancasse da pagare e su come riuscire a coprire le spese successive.

Durante gli incontri ha parlato anche della sua storia familiare. Ha raccontato di un matrimonio finito da tempo e dei figli, che cercavano di aiutarla economicamente e di questo era molto grata. Diceva però di non voler dipendere da loro. Per molti anni aveva cercato di affrontare tutto da sola e faticava ad accettare di trovarsi, in età anziana, in una condizione di fragilità economica così pesante. 

Le operatrici hanno iniziato quindi un accompagnamento più strutturato. Prima è stato necessario ricostruire con precisione la situazione debitoria, capire quali pagamenti fossero prioritari e quali aiuti potessero essere avviati. Successivamente sono stati messi a disposizione sostegni economici concreti per alleggerire parte delle spese arretrate e presenti in quel momento.

Nel tempo, la distribuzione alimentare è diventata anche uno spazio di aggiornamento e ascolto. A volte bastavano pochi minuti per capire come stesse andando: se fosse riuscita a dormire, se avesse ricevuto nuove richieste di pagamento, se le cure fossero iniziate. In alcuni giorni arrivava molto preoccupata, altre volte raccontava piccoli passi avanti che le permettevano di sentirsi meno schiacciata dalla situazione.

Spesso telefonava anche fuori dai momenti della distribuzione. A volte per aggiornare le operatrici su una visita, su una bolletta o su una nuova difficoltà emersa. Altre semplicemente per ringraziare. Diceva di sentirsi seguita e di sapere di poter contare su qualcuno. In più occasioni ha ripetuto di essere riconoscente di non sentirsi lasciata sola nella gestione della sua situazione economica e personale.

In uno dei colloqui più lunghi ha raccontato di avere un’amica che la aiutava nelle difficoltà quotidiane e che le faceva compagnia nei momenti peggiori, così come facevano i suoi figli. Diceva che sapere di poter chiamare qualcuno le permetteva di sentirsi meno sola. 

Da questi racconti emergeva con chiarezza quanto il peso dei debiti non riguardasse soltanto l’aspetto economico, ma avesse effetti anche sul sonno, sulla salute, sulle relazioni e sul modo di stare insieme agli altri.

Gli incontri con Rosa sono durati anni e, a partire dalla sua storia e da altre situazioni simili emerse durante i colloqui, è nata l’idea di dedicare alcune ore di supporto psicoterapeutico alle persone seguite dal servizio. Nel tempo era diventato evidente come molte situazioni di povertà economica portassero con sé anche isolamento, ansia e un forte senso di affaticamento quotidiano.

Aut: Dalia Bunicontra

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