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Racconto

Helen. Il diritto a cadere in piedi

location_onVia Antonio Cecchi, 17, 10152 Torino TO, Italia
personCreata da Labs Firstlife
Tipo di racconto:Storia di prossimità
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Tipo di racconto:Storia di prossimità
Fa parte di Fondazione Porta Palazzo

Info

La storia di Helen, sessantunenne italiana di origine straniera, inizia con una stabilità conquistata con fatica e poi perduta. Nel 2007, Helen acquista un piccolo appartamento di 45 metri quadrati in un quartiere popolare di Torino. Per anni paga regolarmente un mutuo trentennale, lavorando e sostenendo la sua famiglia. L’equilibrio si spezza nel 2022, quando viene a mancare il marito. Helen rimane sola con un figlio adulto e la madre ultraottantenne. Senza il supporto economico del coniuge, il mutuo diventa insostenibile e i pagamenti si interrompono nel 2023. La banca cede il credito a una società finanziaria e, contemporaneamente, si accumula un debito verso il condominio di circa 16.000 euro per spese non pagate.

A gennaio 2025, Helen arriva allo sportello di ascolto di una realtà del Terzo Settore, segnalata dai servizi sociali. La situazione legale è già compromessa: il tribunale ha disposto l’asta dell’immobile. Sebbene Helen sia consapevole che la casa è ormai perduta, l’equipe del progetto "La Comunità è di Casa" attiva immediatamente una rete di supporto legale e sociale per garantirle una transizione dignitosa ed evitare che il nucleo finisca per strada.

Attraverso l’assistenza di un avvocato specializzato, il progetto effettua un accesso agli atti per monitorare le fasi del pignoramento. L’appartamento, valutato originariamente oltre 103.000 euro, viene messo all'asta con una base di soli 18.000 euro a causa del profondo degrado rilevato dal perito del tribunale. Durante questo periodo, l'obiettivo dell'equipe è duplice: monitorare l'emissione del decreto di trasferimento, atto necessario per presentare la domanda di emergenza abitativa (CEA), e sollecitare una presa in carico reale da parte dei Servizi Sociali territoriali.

Nonostante i numerosi solleciti, la collaborazione con i servizi pubblici risulta complessa. L'equipe di prossimità deve insistere ripetutamente per ottenere colloqui con gli assistenti sociali e per far riconoscere la fragilità del nucleo, aggravata dalla presenza della madre anziana di Helen. Nel frattempo, Helen viene seguita anche per la gestione di un ingente debito pregresso legato a una vecchia attività lavorativa, con l’obiettivo di risanare gradualmente la sua posizione economica complessiva.

A dicembre 2025 viene emesso l'ordine di rilascio dell’immobile. L’alloggio è stato venduto all’asta per 36.000 euro e il nuovo proprietario ne richiede la disponibilità. Il 21 gennaio 2026 avviene lo sfratto esecutivo. In quella mattina, Helen lascia la casa che aveva immaginato come definitiva. Grazie all'intervento dell'equipe e del Comune di Torino trova ospitalità temporanea presso una struttura di accoglienza, ma si apre il problema pratico della gestione dei suoi beni: materassi, lavatrice e decine di scatoloni accumulati in vent'anni di vita.

L’azione di prossimità si sposta sul piano logistico. L’equipe si mobilita per trovare uno spazio di stoccaggio, raccogliendo preventivi e coordinando i volontari. Poiché il nucleo non ha i mezzi per sostenere i costi di un trasloco immediato, il progetto decide di finanziare l'operazione attraverso fondi dedicati. A febbraio 2026, un furgone coordinato dagli operatori del progetto trasporta i beni di Helen in un garage messo a disposizione da una realtà partner, dove i beni rimarranno custoditi gratuitamente fino a quando Helen non avrà una nuova sistemazione.

Oggi la pratica di Helen non è ancora conclusa, ma è entrata in una fase di stabilizzazione. Helen ha presentato domanda di emergenza abitativa e l’equipe continua a monitorare la graduatoria e il dialogo con i servizi sociali. Il valore di questo intervento non risiede nel salvataggio della proprietà immobiliare, impossibile per legge, ma nell’aver impedito la disgregazione umana di un nucleo familiare. In un sistema burocratico che spesso non vede le persone dietro i decreti di pignoramento, la pratica di prossimità ha garantito a Helen una difesa legale, un supporto nel trasloco e un luogo sicuro dove riporre i frammenti della propria vita, in attesa di una nuova casa.

L’esperienza di Helen dimostra che, anche quando una casa si perde, la rete territoriale può fungere da ammortizzatore, trasformando una caduta rovinosa in un percorso di transizione guidata. Il progetto "La Comunità è di Casa" rimane al fianco di Helen, assicurandosi che il passaggio dall'alloggio pignorato a quello pubblico avvenga con la dignità che ogni cittadino merita.

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