Il progetto si inserisce in una strategia e prosecuzione di una vision iniziale che fissava una serie di desiderata dell’ Amministrazione Comunale rispetto al potenziale sviluppo del territorio.
La proposta di valore del concept progettuale approvato dall' Amministrazione comunale nel mese di giugno scorso - a seguito di un percorso durato 18 mesi attraverso lo strumento della progettazione partecipata che ha messo in dialogo Istituzioni pubbliche, Comunità locale, Associazioni e imprese si inserisce in un quadro strategico che intende indurre un cambiamento socioculturale del territorio, partendo appunto dalla riqualificazione di due edifici dismessi, che diventeranno dei poli di attrattività residenziale e turistica.
Di seguito descriviamo nel dettaglio i servizi ideati.
- Edificio da riqualificare
- Ipotesi di destinazione d'uso
- Ex-Stazione ferroviaria
- Biblioteca Partecipativa
- La Casa del Seme del Riso
- Il Laboratorio, spazio condiviso d’arte creativa
- L'Officina cicloturistica
- L'Appartamento
- Struttura ricettiva ecologica e solidale
La ex stazione di Rovasenda (oggi battezzata dal concept L'ALTA e che è posizionata poco fuori dal borgo antico, sulla linea Santhià-Arona) sospesa dal 2012 si trova in un’area ancora residenziale ma che si presenta isolata e poco frequentata, anche a causa dell’assenza di botteghe e attività commerciali nelle vicinanze. L' ex fabbricato viaggiatori è concesso al Comune in comodato.
Ma perché L'ALTA? Da precisare che Rovasenda presenta due stazioni ferroviarie (alta e bassa): due fabbricati viaggiatori e due linee ferroviarie poste una fronte all’ altra, ma su due diversi livelli. La stazione Bassa, serve la linea BIELLA-NOVARA ancora attiva. Anche questo non è un particolare di poco conto rispetto l’ ipotesi di utilizzo del Fabbricato Ex stazione ferroviaria alta che si intende recuperare. Il piccolo centro risulta infatti servito da collegamenti che portano a Milano e Torino agilmente, anche via ferrovia, con un bacino di utenza pertanto interessante.
Ancora oggi i pendolari dei Comuni limitrofi (Bassa Valsesia e Basso Biellese) usufruiscono di questo snodo per raggiungere studi e lavoro.
L' appartamento è in realtà una casa disabitata e da riqualificare ricevuta in donazione da un benefattore alla sua morte. A seguito dell' individuazione della destinazione d' uso della stazione e di altri progetti in corso sul territorio circa lo sviluppo di un turismo sostenibile sul territorio, è emerso l’effettivo bisogno di destinazione da attribuire anche all' appartamento, quale struttura ricettiva polivalente (turisti, studenti, ricercatori, residenze d' artista)
Altro aspetto interessante della visione e del concept di progetto generato è stata la scelta dello studio tecnico incaricato. RiceHouse è una realtà focalizzata nella trasformazione degli scarti della produzione risicola in materiali per l’edilizia e le costruzioni. Integrando la collaborazione tra diverse realtà già presenti sul mercato, si pone come snodo focale di filiera, rendendo possibile la commercializzazione di nuovi materiali e sistemi integrati per l’edilizia e le costruzioni. Della pianta del riso circa il 70% è nutrimento, il restante 30% è materiale residuo di scarto, ovvero un potenziale che “resta sul campo”. Partendo dalla paglia di riso, hanno industrializzato un processo di fabbricazione di telai legno e paglia precompressa, al fine di realizzare edifici in paglia prefabbricati con elevatissime prestazioni energetiche. I sottoprodotti della lavorazione del riso vengono invece utilizzati per la realizzazione di una linea di massetti, intonaci, finiture a base di calce e argilla e pannelli ad elevata compressione. L’intento è quello di proporre una linea di soluzioni ecologiche per la realizzazione di “Case di Riso” ad elevatissimo comfort e salubrità, secondo un approccio alla bioarchitettura che valorizza gli scarti dell’agricoltura minimizzando la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale. Il nostro obiettivo presente e futuro è quello di cercare di ispirare e produrre un cambiamento responsabile nella società. Il connubio tra tradizione, innovazione tecnologica a trazione slow-tech attenta alle reali conseguenze in termini sociali ambientali ed economici fa del progetto RiceHouse un tentativo di reinventare il sistema e i paradigmi del mondo delle costruzioni per permettere alle persone di sperimentare come la casa possa realmente diventare la loro Terza Pelle.
Ricehouse, Società Benefit, inizia il suo percorso come startup nel 2016 con l’obiettivo di creare un impatto positivo sulla società, promuovendo un cambiamento responsabile. Nasce dalla ventennale esperienza dell’architetta Tiziana Monterisi, co fondatrice e CEO e Alessio Colombo, geologo, co fondatore e COO.
Fa parte del loro incarico coordinarsi con lo studio tecnico di Ingegneria incaricato per il progetto architettonico che, partendo da un’ idea o visione dell’ Amministrazione comunale, sta cercando di coniugare visione, contesto, spazi, e attività pensate, costruendo e redigendo un progetto esecutivo che preveda fra l’ altro la ristrutturazione degli immobili utilizzando materiali innovativi provenienti dalla ricerca in ambito di Zero Waste Production.
Per Rovasenda – terra di riso – la consideriamo una strategia naturale e innovativa e vuole essere uno stimolo affinchè la Comunità tutta comprenda la possibilità di utilizzare uno scarto che si autoriproduce ogni anno (la lolla del riso) a vantaggio del proprio benessere, di quello del Pianeta, ma a vantaggio anche delle aziende agricole che lo possono vendere, senza contare che l’ aumento della richiesta genererebbe nuove imprenditorialità del settore.