Nel 1918, la popolazione Ostanese contava 1124 unità. Era particolarmente dura la vita in montagna, eppure, tra impegno e solidarietà, nessuno moriva di fame. Successivamente, il mito delle fabbriche e l’occasione del benessere in città portarono al lento spopolamento delle terre alte: un esodo che raggiunse livelli drammatici nel secondo dopoguerra nelle località alpine non convertite al turismo di massa, pur non lontane dalle nuove mete di villeggiatura.
Così anche a Ostana, dove una politica ostruzionista al boom edilizio degli anni Settanta parve infliggere il colpo definitivo per la caduta in totale miseria di questa perla affacciata sul Monviso.
Ma il tempo è il miglior giudice e nei decenni a venire iniziò a restituire dignità e valore ad una montagna autentica e fortemente caratteristica, rimasta così come gli ostanesi l’avevano lasciata.
Oggi, dopo oltre quarant’anni di impegno costante e mirato, la rinascita di Ostana è considerata un autentico “caso”.
Tra le pietre miliari di questo cammino, due importanti eventi dell’ultimo decennio: Il primo è stato l’apertura de “La Porta del Monviso – Porto Ousitano”, nell’estate 2014, dopo anni di impegno da parte dell’amministrazione comunale per riportare un negozio in paese. Si tratta di una bottega volutamente atipica, concepita per garantire la disponibilità di beni di prima necessità senza l’esaustività di un autentico minimarket: a riempire gli scaffali, infatti, ci pensano anche libri, artigianato locale e tanti materiali promozionali di territorio. L’esperienza della Porta del Monviso di Ostana si conferma ad oggi positiva e il piccolo locale, posto al piano terreno della moderna ala comunale, rappresenta un punto di riferimento del “cosa fare” nel piccolo borgo.
L’anno seguente (2015) ha aperto i battenti il centro culturale polifunzionale Lou Portoun, cuore pulsante della suggestiva borgata di S. Antonio Miribrart, oggetto di recupero diffuso nell’ambito del PSR 2007 - 2013 c.d. “progetto borgate”. Lou Portoun, che conserva il nome e l’impostazione dell’antico fabbriccato, è stato oggetto di un poderoso intervento di restauro diretto dal Politecnico di Torino - dipartimento Architettura e design. L’immobile, oggi sede della cooperativa di Comunità Viso a Viso, offre locali per conferenze, concerti, smart working, una biblioteca, servizio bar; poco distante, l’annessa foresteria offre alloggio ad un massimo di 12 persone. L’organizzazione di eventi lungo l’intero corso dell’anno e l’apertura del piccolo bar sei giorni su sette, anche nei periodi di bassa stagione, regalano al visitatore un inebriante senso di vitalità ed effervescenza culturale. Lassù a 1500 metri, dove si respira futuro.
[fonte testo: Dossier Uncem, 29 Giugno 2022]